Ancora stretta sui prestiti: banche italiane in crisi
Il 2015 ci accoglie con gioie e dolori. E se da una parte il costo del gas e dell’elettricità viene incontro ai piccoli consumatori, con ribassi che si fanno sentire in maniera sostanziale sul bilancio domestico, i dati di Bankitalia per quanto riguarda banche e prestiti, soprattutto ai privati, non sono dei più floridi, anzi.
Il nuovo anno inizia con erogazioni in calo, i prestiti diminuiscono, risalgono i tassi sui mutui per le case. Banche in crisi, dunque, che fanno fatica a recuperare i prestiti erogati ad aziende e privati che sono poi entrate in crisi. E così, se da una parte l’urgenza di risolvere il problema della qualità del credito è lampante e invita nuovamente Bankitalia, Bce e il governo a intervenire, dall’altra le banche cominciano a prendere provvedimenti personali, che vanno però ad inficiare sui piccoli risparmiatori e sui più precari.
Ecco che quindi richiedere un prestito diventa ancora più difficile e necessita un’approfondita ricerca, per informarsi su quelli che sono tutti i costi e tutte le clausole che ogni banco di credito stabilisce per le proprie erogazioni. Fortunatamente, ci sono portali online che aiutano nel processo di ricerca e di informazione, come su questa pagina del sito facile.it, un valido aiuto per una scelta personalizzata, dando una mano al risparmiatore a mettere a confronto tra loro i vari prestiti.
Una soluzione per aiutare le banche, comunque, è rappresentata dall’intervento dello Stato come garante per la cartolarizzazione di circa cinquanta miliardi dei prestiti più difficili (che ammontano a 180 miliardi di euro), che verranno venduti alla Bce.
Dunque, per quanto riguarda i prestiti ai privati, che subiranno delle correzioni per tenere di conto le cartolarizzazioni e gli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, essi hanno registrato una contrazione dell‘1,6% su base annua, vale a dire il -2,1% a ottobre del 2014. I prestiti alle famiglie anche sono calati dello 0,5% in dodici mesi, mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 2,6% su base annua.
Momento di ristrettezza economica e sofferenza, dunque, quello che le banche stanno affrontando, che si ripercuote su privati e famiglie, che si vedono negare sempre più frequentemente prestiti e mutui. Il tasso di crescita sui passati 12 mesi è risultato pari al 18,4%, togliendo la correzione per le cartolarizzazioni, ma tenendo conto delle discontinuità statistiche.
Ovviamente, i tassi d’interesse per prestiti e mutui sono aumentati, raggiungendo il 3,19% per l’acquisto della casa, l‘8,83% sulle nuove erogazioni di credito al consumo e il 3,38% per quanto riguarda i prestiti alle società non finanziarie con importo fino a 1 milione di euro.