Kitt Supercar: quando l'auto diventa un simbolo
Ci sono automobili che hanno fatto la storia delle quattro ruote e altre ne rappresentano il mito. La Pontiac Firebird Trans Am del 1982 appartiene alla seconda categoria. Il nome vi suona poco familiare? Allora forse non sapete che questo particolare modello è quello che ha bucato il piccolo schermo nella prima metà degli anni ottanta: meglio nota come "Kitt Supercar" è probabilmente una delle auto più conosciute e desiderate a mondo, nonché protagonista dell'omonima serie televisiva americana.
La Pontiac Firebird, una vettura appartenente alla categoria Pony prodotta dalla casa automobilistica statunitense Pontiac – un distaccamento della General Motors – è stata realizzata in quattro serie nell'arco di 35 anni a partire dal 1967. Dopo il successo del telefilm che ha reso celebre la terza generazione come poche altre, la Firebird è divenuta letteralmente un oggetto di culto per appassionati e collezionisti.
Diversi modelli sono disponibili tutt'oggi nei siti specializzati di compravendita all'usato come autoscout24.it, all'interno del quale è possibile scegliere tra decine e decine di Pontiac Firebird, di ogni colore ed anno di fabbricazione, con tanto di scheda tecnica dettagliata per ogni modello.
Il mito di "Kitt Supercar" ha preso il largo perché 'Kitt' non era soltanto una macchina, bensì uno spirito mansueto intrappolato tra le lamiere di una fuoriserie, in grado di provare emozioni, e dotato di qualsiasi tipo di funzione immaginabile all'epoca, comprese alcune che vanno al di là della fisica classica.
Innanzitutto poteva comunicare attraverso un sintetizzatore vocale apposito dal quale scaturiva la sua celeberrima voce metallica, ma come diceva il suo gemello cattivo 'Karr' il linguaggio era probabilmente "la meno straordinaria delle sue funzioni". 'Kitt' era in grado di compiere balzi di decine di metri attraverso la pressione di un semplice tasto, il 'Turbo-boost', o viaggiare senza problemi su due ruote come nemmeno i migliori stuntman riuscivano a fare.
Per la tecnologia a disposizione all'epoca lo 'Ski-Mode', ovvero la possibilità di calcolare con precisione qualsiasi percorso tra due punti differenti valutando la strada più rapida a seconda delle condizioni del traffico, era un'opzione ai limiti della fantascienza: oggi grazie ai moderni GPS è diventata una piacevole realtà a disposizione di chiunque, anche tramite il proprio telefonino.
Ma non solo, 'Kitt' poteva fornire tantissime informazioni di svariato genere al suo amato conducente, come analizzare chimicamente qualsiasi sostanza, collegarsi alle telecamere di videosorveglianza presenti nei paraggi e ovviamente poter guidare completamente da sola: un altro aspetto che le moderne case automobilistiche stanno trasformando in realtà.
A parte la leggenda che questa straordinaria vettura è stata in grado di trasmettere nel corso degli anni, "l'uccello di fuoco" di casa Pontiac è stato concepito come un'autentica fuoriserie dai suoi costruttori, con la prima immissione nel mercato avvenuta cinque mesi dopo l'uscita della Chevrolet Camaro, con la quale condivideva sia il telaio che alcune parti della carrozzeria.
La prima generazione venne prodotta fino al 1969, per poi lasciare spazio alla sorella minore, rimasta in commercio fino al 1981. Le differenze principali riguardavano principalmente le linee esterne e l'aerodinamica oltre all'aggiunta di una barra stabilizzatrice per migliorare la manovrabilità e alla modifica delle sospensioni.
Ed eccoci finalmente alla terza generazione che ne ha segnato la storia, prodotta per ben dieci anni dal 1982 al 1992. Bisogna ricordare che tra le diverse versioni proposte, la Trans-Am divenuta poi 'Kitt Supercar' venne prodotta in edizione limitata per commemorare 15 anni di produzione della versione speciale ad alte prestazioni.
Col passaggio alla quarta e ultima generazione le linee hanno subito una totale rivoluzione divenendo più tondeggianti e aerodinamiche, culminando con la Pontiac Firebird Trans Am 3° Anniversary, l'ultima tipologia messa in commercio nel 2002 a titolo celebrativo, con speciale livrea giallo-nera e un fascino che pare non risentire del trascorrere del tempo.
Gianna Mochetti