Milan-Juventus: due mentalità a confronto, due mondi differenti
Non è più la sfida dei tempi passati, non ha più quel fascino che solo una gara così sapeva regalare, ma intanto Milan-Juventus è alle porte, con animi e umori totalmente differenti. Due società agli antipodi, che hanno prodotto negli anni due correnti di pensiero calcistiche totalmente opposte. La situazione del Milan è sotto gli occhi di tutti, dei propri tifosi soprattutto.
Una squadra che dopo 3 anni pareva aver trovato un minimo di serenità, persa malamente nel giro di un mese scarso. Una corazzata ormai messa al tappeto da chiunque, senza programmazione seria e lungimirante, senza futuro. Perché il Milan oggi è questo, una società che non può guardare oltre, che vive di espedienti, di guizzi e di periodi fortunati. A fare un quadro della situazione ci pensano poi le statistiche, messe in luce anche dagli analisti delle scommesse sul calcio online: i rossoneri non battono la Juve da ben 3 anni e mezzo. E, a conti fatti, non può essere solo un caso.
Con Mihajlovic delegittimato da settembre, il gruppo ha fatto il suo dovere fino al derby, per poi perdersi in un bicchiere d’acqua. Fatale è stata la sconfitta contro il Sassuolo lo scorso 6 marzo: da quel momento solo due pareggi e un’altra sconfitta, quella contro l’Atalanta nello scorso turno, e che ha portato alla decisione drastica di un ritiro forzato a Milanello. Il tecnico serbo non ha lasciato intendere nulla, si è caricato sulle spalle ogni responsabilità, tante non sue. Ha chiesto pubblicamente scusa ai tifosi rossoneri e ha lasciato intendere che non sarà possibile continuare questa avventura. E si parla del quinto allenatore in 3 anni. Troppi, inutili cambi che non hanno portato a nulla se non a una confusione totale e controproducente.
Senza programmazione non si va avanti, con una programmazione seria e intelligente invece, si vincono i campionati. E la Juventus, sotto questo aspetto, non ha rivali in Italia. Squadra che è passata dalla serie B per lo scandalo di Calciopoli, a un paio d’anni di assestamento, fino ad arrivare a vincere ormai quasi per certo il suo quinto scudetto consecutivo. Cambiano i protagonisti ma la storia rimane la stessa, e il Milan dovrebbe fare tesoro di questo esempio, dopo essere stata una squadra in cima al mondo per tanto tempo.
Ma veniamo alla gara e alla condizione delle due compagini. I rossoneri hanno fuori uso ancora Niang, mentre in recupero pare esserci Kucka, uno dei migliori in questa stagione, e Montolivo, che aveva accusato un problema alla coscia. Sfuma, dunque, la possibilità di vedere in campo uno dei prospetti Primavera più interessanti del momento, Manuel Locatelli. Sarà anche la prima da titolare per un certo Mario Balotelli, ancora deludente e mai decisivo. Così come quasi tutti i ritorni, e vale anche per Prince Boateng. Per Allegri, che considera quella col Milan una sfida decisiva, le assenze non dovrebbero essere se maggiori di quelle che già si conoscono: Chiellini è fermo ai box e lo sarà ancora per un paio di settimane, mentre qualche problema l’aveva accusato anche Dybala in settimana, ma le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni.