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I tre maggiori industriali di Milano: la classifica

Marco Tronchetti ProveraMilano è una città imprenditoriale per eccellenza. Ricca di energia, di design e di idee sempre fresche e competitive.
Milano deve la sua fama mondiale anche ad alcuni personaggi che sono riusciti a farsi strada nel campo dell'imprenditoria e dell'industria. Ecco i tre maggiori industriali di Milano.
Grazie ad alcuni personaggi, la città di Milano è riuscita ad avere un buon posto all'interno dei mercati italiani e internazionali. Personaggi che sono riusciti a farsi valere nel campo alimentare (come la Motta e la Campari), dell'industria pesante e della moda. Ecco i tre maggiori industriali di Milano, secondo la nostra classifica.


Marco Tronchetti Provera
Nome riconducibile al Gruppo Pirelli, azienda italiana leader nella produzione di pneumatici. Nato a Milano nel 1948, nel 1971 si laurea in Economia e Commercio all'Università Bocconi di Milano. Inizia le sue esperienze lavorando alle attività imprenditoriali della famiglia, in particolar modo nel campo dei trasporti e della logistica marittima. Nel 1986, dopo aver sposato Cecilia Pirelli, entra a far parte dell'azienda del suocero. 
Nel 1992 diventa amministratore delegato del Gruppo Pirelli, dal 2003 ricopre la carica di presidente e nel 2011 ne diventa anche amministratore delegato. Il 20 ottobre 2015 viene nominato Vicepresidente esecutivo.
Oltre alla Pirelli, Marco Tronchetti Provera ricopre ruoli importanti anche in Telecom Italia (dal 2001 al 2006 è il Presidente); e in Olivetti (vicepresidente e amministratore delegato).
I suoi investimenti nel mondo immobiliare hanno permesso di trasformare l'area della Bicocca (in cui erano presenti solo stabilimenti Pirelli dismessi) in un quartiere residenziale molto pregiato, con tanto di teatro ed università (Pirelli Hangar Bicocca), per cui la figura di Marco Tronchetti Provera è molto importante anche nel campo della cultura e dell'arte, nonché dello sport (storiche le partnership tra Pirelli e l’Inter). 
Nel 2001 fonda la Fondazione Silvio Tronchetti Provera, dedicata alla memoria del padre; mentre nel 2009 nasce la fondazione Pirelli che – tra le altre cose - si occupa si salvaguardare l'arte e il patrimonio culturale.
Leonardo del Vecchio
Presidente e fondatore della Società Luxottica, diventata poi Luxottica Group S.p.A.. Nato a Milano nel 1935, secondo Forbes è il 2° uomo più ricco d'Italia e il 40° del mondo. Nel 1958 inizia la sua carriera nel mondo dell'ottica, aprendo una piccola bottega di montature per occhiali ad Agordo, in provincia di Belluno. Pochi anni dopo la bottega diventa Luxottica s.a.s, e ha 14 dipendenti. Nel 1967, l'azienda inizia ad assemblare le singole parti degli occhiali, arrivando al prodotto finale che viene venduto con il marchio Luxottica.
Nel 1981, l'azienda inizia a farsi conoscere nel mercato americano e poco dopo ha già all'attivo quattro nuovi stabilimenti assumendo 4500 persone.
Nel 1990 la Luxottica è quotata alla borsa di New York, nel 2000 in quella di Milano. Leonardo del Vecchio è riuscito a guadagnarsi anche nomine e riconoscimenti: nel 1986 è stato nominato Cavaliere del lavoro; nel 1995 ottiene la laurea honoris causa in economia aziendale, dall'Università Ca' Foscari di Venezia; nel 1999 gli viene conferito un MBA (Master in Business Administration) ad Honorem in International Business dalla MIB School of Management di Trieste; nel 2006 gli viene conferita la Laurea honoris causa in Ingegneria dei Materiali dal Politecnico di Milano.
Miuccia Prada, nata Maria Bianchi
Nel 2013, secondo la rivista Forbes che si occupa di economia e finanza, è la terza donna più ricca d'Italia. Nel 1971, Miuccia Prada si laurea in Scienze Politiche e il suo sogno è quello di poter recitare accanto a Giorgio Strehler. Nello stesso anno entra a far parte di Prada, azienda di pelletteria creata da suo nonno, nel 1913, Mario Prada.
Nel 1985 arriva il suo primo successo, con una linea di borse realizzate con lo stesso nylon dei paracadute. Pochi anni dopo, arriva la prima linea prêt-à-porter disegnata da lei.
Nel 1995 istituisce la fondazione Prada, con lo scopo di promuovere eventi e mostre. Il suo interesse per l'arte le fa ottenere il 65° posto nella classifica dei cento personaggi più importanti nel campo dell'arte, classifica stilata dalla rivista britannica Art Review.
Grazie ai suoi successi, il 23 marzo del 2008 il New York Times Magazine le dedica la copertina, per la sua capacità di “ridisegnare il mondo dell'arte”.
Durante un’intervista di Stefania Rossini per L'Espresso, dice di sé: «Non mi piace il buon gusto, non mi piace il bello. La raffinatezza e il gusto mi sono facili, ma mi secca molto arrendermi al loro dominio. Quando lo faccio, vengono fuori collezioni che piacciono fin troppo, come quella cinese di un decennio fa, o quella anni Quaranta, molto femminile. Ma io accarezzo più volentieri la mia anima trash, perché ritengo che, dopo gli anni Sessanta, il buon gusto sia morto e sepolto. Io voglio analizzare il brutto. Lo fanno gli artisti, lo fanno i cineasti, perché non dovrebbe farlo chi crea moda?».
Nel 2012 il Metropolitan Museum di New York dedica una mostra a Miuccia Prada e alla Schiapparelli (un'altra celebrità della moda italiana): “lsa Schiaparelli e Miuccia Prada. Impossible conversations”.

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