Coltivazioni idroponiche in casa, come scegliere quella più idonea?
Molti appassionati di giardinaggio sognano di avere nella propria abitazione un impianto per la coltivazione idroponica, ma sono preoccupati delle dimensioni che un impianto può avere. Le piante che si coltiveranno e il loro numero saranno il fattore determinante per individuare l’impianto più idoneo per avviare una coltivazione idroponica nella propria abitazione.
Infatti, la dimensione dell’impianto per la coltivazione idroponica casalingo deve essere abbastanza grande per contenere le piante, il serbatoio del liquido nutriente e le lampade a led per coltivazione indoor. I ventilatori e gli aspiratori possono anche posizionati all’esterno della propria abitazione per permettere un minor ingombro. Sicuramente, un sistema idroponico non può essere posizionato in un piccolo ripostiglio. In molte situazioni, le sue dimensioni potranno essere uguali o superiori a una cabina armadio.
Come valutare la dimensione dell’impianto?
Per valutare al meglio la dimensione di un impianto per la coltivazione idroponica, in grado di non essere una passività ma una rendita nel medio periodo, è opportuno eseguire una stima sul ritorno dell’investimento che comprenda tutte le spese che si dovranno sostenere durante la crescita della pianta. Il costo della corrente elettrica, del liquido per alimentare le piante, dei semi e del sistema di ventilazione e circolazione dell’aria sono i punti che maggiormente incidono durante la fase di startup di un impianto di questo tipo.
Come prima cosa, è opportuno decidere quale tipo di pianta si vuole far crescere. Solo in questo modo, si potrà stimare quale è il miglior alimento e la grandezza dell’impianto di ventilazione, circolazione e illuminazione. Molte piante, necessitano oltre di una luce più forte e di temperature più calde per crescere nel migliore dei modi. Questo, incide in maniera considerevole sulle spese effettive per la loro crescita. Solo se il loro valore di mercato sarà idoneo, è possibile iniziare una coltivazione di questo genere.
Per farvi un esempio, la più importante fonte di nutrimento per le piante non è composta dal mix di nutrimenti che si discioglie nell’acqua, ma dalla percentuale di anidride carbonica che è presente nell’aria. In un impianto sviluppato nel migliore dei modi, l’acqua rappresenta il 95% del suo peso mentre il restante 5% è composto da materia secca sotto forma di carboidrati. Le piante, durante il loro processo di nutrimento trasformeranno questa materia in anidride carbonica che sarà immessa nell’atmosfera.
Se non si calcola nel migliore dei modi l’impianto di ventilazione e circolazione dell’aria, tutte le piante presenti nell’impianto idroponico potrebbero morire in pochi giorni.
Mentre si sviluppa il progetto per il proprio set per la coltivazione idroponica, è sempre bene assicurarsi di quale è il migliore ambiente per la coltivazione e delle condizioni climatiche che si devono riprodurre. Solo in questo modo, si potrà avere un impianto che si ripagherà e che può diventare una fonte di reddito per chi lo possiede.