Bareggiate di Pioltello: lo sgombero “gentile” attraverso l’integrazione
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PIOLTELLO L’unione fa la forza, anche sul fronte della solidarietà. Cinquantasette nomadi reinseriti nel mondo della scuola e del lavoro: è il risultato del progetto "Scuola e integrazione", illustrato nella mattinata di oggi alla stampa alla presenza del primo cittadino Antonello Concas, del prefetto Gian Valerio Lombardi e di don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità (nella foto, insieme al sindaco di un Comune romeno che ha collaborato all’iniziativa). "L’iniziativa unica in tutta Italia, ha coinvolto 12 famiglie rom, per un totale di 57 persone – spiega il Municipio in una nota -. Tra questi, vi erano 25 adulti e 32 minori. Il progetto ha preso il via nel maggio 2009, tre mesi prima della grande operazione di bonifica e messa in sicurezza dell’area di cascina Bareggiate. Al suo interno alloggiavano abusivamente circa 200 rom. A distanza di un anno e mezzo dalla partenza, tutte le famiglie sono state reinserite. Lo scopo che siamo riusciti ad evitare è che gli occupanti abusivi si sparpagliassero come di consueto in altre zone della città o della Provincia di Milano, spostando solo di pochi chilometri i problemi di convivenza con i residenti". Ad adulti e bambini inseriti nel programma "Scuola e integrazione" è stata data la possibilità di continuare a vivere provvisoriamente fino alla conclusione del progetto nell’area della cascina demolita. Questa volta, però, in un’area di sosta attrezzata, in pieno diritto legale e con tutti i requisiti sanitari necessari. La scelta delle dodici famiglie è stata compiuta sulla base di precisi e rigorosi requisiti. Primo tra questi, i bambini dovevano essere iscritti e aver frequentato gli istituti del territorio nell’anno scolastico 2008-2009. I famigliari maggiorenni, inoltre, non dovevano aver commesso reati contro la persona o essere implicati in indagini. Il Comune da parte sua si è impegnato a favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei capifamiglia, attraverso l’ufficio Servizi sociali e l’assessore Saimon Gaiotto. Una volta ultimato il reiserimento, le famiglie lasciavano l’area. Due di queste sono tornate di Romania. Altre due hanno acquistato una casa, una è andata a vivere in affitto in un immobile comunale e le rimanenti sette hanno trovato sistemazione nelle strutture della Casa della carità.
