Tommaso Labranca, il trash sotto la lente

Pantigliate_Tommaso_Labranca_psPANTIGLIATE I suoi libri sono la "summa" del trash. Famoso ma non troppo, il versatile Tommaso Labranca (nella foto) è una figura atipica nel panorama degli intellettuali italiani. Labranca, scrittore e autore televisivo, svolge anche l'attività di traduttore e collabora con diverse riviste.
Autori e attori televisivi, leghisti e militanti di destra e di sinistra. Nessuno sfugge alle sue critiche. "Diverse persone più che un modo di essere rispecchiano dei clichè di comportamento – commenta lo scrittore, che ieri ha compiuto 49 anni -. Mi riferisco sia ai simpatizzanti di un certo partito che di notte attaccano gli adesivi con la scritta 'Sì alla polenta, no al cous cous' che alle frange terzomondiste da centro sociale, che ostentano una finta povertà".
Negli ultimi tempi Labranca ha dato alle stampe il romanzo 'Haiducii', che narra la storia di una famiglia di immigrati di origine romena, che sono stati per un po’ di tempo suoi vicini di casa. "In primavera, invece, uscirà 'Astrakan', una raccolta di tre saggi sul design che presenteremo in occasione della settimana del Salone del Mobile a Milano" aggiunge.
Labranca, classe ’62, lavora ormai da decenni nel mondo della scrittura. Capita a volte di non trovare nuovi argomenti? "Avevo più difficoltà a trovare argomenti quando avevo trent’anni. Più si invecchia, più è facile delirare", ironizza il pantigliatese, che tra i suoi multiformi interessi coltiva anche la musica islandese e la lettura della cronaca locale, soprattutto di paesi stranieri, come la Svizzera o l’Austria.
"Mi diverte molto leggere su Internet i siti di quotidiani locali nei quali la notizia principale è la mortalità dei bovini o vedere il corrispettivo del nostro sindaco fotografato in pantaloni di cuoio fino al ginocchio mentre incontra i concittadini. Mi spiace non conoscere lingue come l’estone o il bulgaro per seguire la cronaca locale anche di quei Paesi. Deve essere fantastica".

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