Pantigliate piange Tommaso Labranca

Pantigliate Tommaso LabrancaPANTIGLIATE E’ deceduto nella giornata di ieri lunedì 29 agosto lo scrittore Tommaso Labranca, residente in paese, autore dei libri “Andy Warhol era un coatto” ed “Estasi del pecoreccio” oltre che di trasmissioni televisive di successo (guarda la biografia su Wikipedia).
Aveva 54 anni: pare sia stata la madre a trovarlo lunedì mattina riverso in cucina senza vita. Come reso noto dal suo amico Gianni Biondillo sul sito Nazionale Indiana, per domani mercoledì 31 alle 15 in piazza Mistral a Milano (zona Rogoredo) è prevista la benedizione della salma. “Non ci sarà funerale perché Tommaso non lo voleva” precisa Biondillo. Labranca viveva in paese e aveva dato vita negli ultimi tempi insieme a Luca Rossi alla “microcasa editrice” 20090 e al bimestrale Tipografia Helvetica, con sede nel Canton Ticino.
 “E’ arrivata da poco la notizia della morte di Tommaso Labranca e non è ancora chiaro se si tratta di malattia o suicidio – riporta un articolo del Sole 24 Ore -. Ma del suicidio nessuno si stupirebbe, un po’ per il tipo di vita che ha fatto e un po’ per ciò che ha scritto soprattutto negli ultimi anni”. Per proseguire nella lettura dell’articolo clicca il pulsante azzurro qua sotto

 A questa breve cronaca tardiva seguono alcune considerazioni personali. Caro Tommaso, sembra che con la tua morte abbia voluto ricreare una delle tante performance nonsense che organizzavi durante le feste a casa tua. La notizia mi ha raggiunto all’estero dove mi trovo da un po’ di tempo. Le informazioni riguardo alla tua scomparsa sono piuttosto frammentarie. C’è chi dice che è successo in Svizzera e chi a Pantigliate. Alcuni parlano di suicidio. Oddio, non voglio crederci. Ricordo con sgomento alcune interviste nelle quali parlavi dei farmaci che creano torpore. Ci siamo conosciuti nel 2009, per un’intervista che venne pubblicata su questa doppia pagina del Giorno (i titoli non sono miei). Pagina 1 Pagina 2. Mi sconsigliasti di aprire questo sito sul quale adesso sto scrivendo. Mentre leggevo i tuoi libri ridevo da solo. Cominciai con “Il piccolo isolazionista”. Quelli più belli, come “Neoproletariato”, la raccolta “Collateral”, “Haiducii” e, appunto, “Il piccolo i.” sono stati pubblicati più o meno tra il 2000 e il 2010. Anch’io come altri, negli ultimi tempi mi sono allontanato da te, disertando puntualmente gli inviti a feste e inaugurazioni, ma siamo sempre rimasti in contatto. Chissà cosa ti aspetta adesso. Quanti pensieri, spero di non aver scritto troppe banalità.
Lo.In.

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